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Come è nato Muddy, come cambierà l’idea di igiene nello spogliatoio

LE FACCE DIETRO MUDDY

Qualsiasi invenzione nasce da un desiderio.

Muddy è nato dal sogno di creare qualcosa di semplice ma nuovo, che risolvesse concretamente un piccolo ma fastidioso problema che Andrea, appassionato di calcio, proveniente da una famiglia di “stampaggi”, oggi sviluppatore e stampatore 3D, incontrava ogni volta che si cambiava in spogliatoio e si ritrovava a ripulire il fondo del borsone a casa, per non parlare di come venivano maltrattate le sue sempre costose scarpe da calcio.

Andrea ha cercato in Fabrizio, appassionato di viaggi, amante degli sport d’acqua, incapace a calciare un pallone ma conoscitore del mondo della comunicazione, un aiuto nel concretizzare quel sogno, per dargli un “vestito”, un nome e un’identità, in modo che Muddy fosse bello almeno quanto utile, solido e ben fatto è.

Dopo i primi prototipi che prevedevano il solo contenitore per scarpe, il progetto si è evoluto con l’inserimento del coperchio con tappetino integrato, che Andrea ha voluto che fosse dotato di un trattamento certificato in grado di combattere la proliferazione di muffe e batteri in superficie.

Arrivati al prototipo definitivo, Andrea e Fabrizio hanno dato vita a una start-up, ottenuto ben due brevetti che proteggono le loro idee e inoltre iniziato a creare la rete di partner e fornitori in grado di garantire una produzione affidabile, etica e non solo Made in Italy, ma, come ama ripetere Andrea, 100% Made in Veneto.

Oggi Muddy, questa soluzione innovativa che protegge le scarpe e semplifica la vita dello sportivo, diventa realtà. E Andrea e Fabrizio vogliono sia solo il primo progetto nato dall’unione delle loro energie.